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Ridurre l'intervento umano in magazzino con gli AGV robot

AGV | Francesco Vergentini, 25 luglio 2019

Gli AGV robot hanno bussato alla porta dei magazzini, e non per essere un ospite di passaggio, bensì un nuovo inquilino molto ben accetto. Con gli Automated Guided Vehicle, veicoli a guida autonoma che svolgono lavori di movimentazione, il mondo dell'intralogistica ha accolto un'innovazione dirompente.

Un'innovazione che è parte di quella, più ampia, dell'industria 4.0, fatta di connettività Internet of Things, di sensori di temperatura, presenza e movimento, di lettori Rfid, di software che raccolgono dati, li analizzano per migliorare i processi e fare manutenzione predittiva. Tecnologie che stanno trasformando la produzione, ma anche agli altri anelli della supply chain.

Esistono diversi tipi di AGV, adatti a maneggiare quantità e tipologie di merce differenti, ma tutti accomunati da alcune abilità che si traducono in vantaggi.

L'autonomia garantita da software e sensori

La capacità di muoversi in autonomia (grazie a diversi tipi di tecnologia: elettrica, ottica, magnetica, Gps, ecc.) rende superflua la presenza di un manovratore. In base alla programmazione software, i veicoli possono eseguire precise operazioni, mentre telecamere e sensori permettono alle macchine di percepire l'ambiente circostante.

La forza delle macchine

Come in moltissimi altri campi (basti pensare all'edilizia), anche nell'intralogistica la forza delle macchine surclassa impietosamente quella umana. La portata degli AGV robot può variare anche di molto, risultando in tutti i casi superiore a quella di una squadra di persone e spesso anche a quella dei carrelli elevatori classici. I modelli più potenti riescono a movimentare tonnellate di peso.

L'energia costante

Le batterie al litio, veloci da ricaricare, contribuiscono alla produttività degli AGV, riducendo i tempi morti. Va detto, poi, che il livello di prestazione di una macchina non cresce o decresce a seconda della condizione fisica, della stanchezza, della fame o dell'impegno, ma resta costante.

La sicurezza per i lavoratori e per le merci

La progettazione intrinsecamente sicura, paraurti, freni, sensori che rilevano la presenza di ostacoli sono elementi che abbattono il rischio di incidenti (collisioni con altri veicoli o persone, caduta della merce, eccetera).

La precisione senza distrazioni

Bracci meccanici progettati in funzione della merce da maneggiare (balle di materia prima, pallet, bobine di carta, ecc.) e sensori determinano movimenti precisi e ripetibili, non soggetti alla variabilità né all'errore umano.

La velocità di un robot infaticabile

Percorrere lunghe distanze, passando da un magazzino all'altro o tra i reparti di magazzini molto grandi, o facendo la spola tra l'area di picking e quella di consegna alla logistica, è sicuramente più facile per un veicolo. La velocità di esecuzione di un AGV robot non dipende da fattori soggettivi, né dalla stanchezza, né dall'ingombro della merce spostata.

La flessibilità di una flotta

In caso di ampliamento della produzione o delle attività di magazzino, è possibile aumentare gradualmente e flessibilmente la flotta degli Automated Guided Vehicle, senza dover stravolgere le operations e senza la necessità di dover formare nuovo personale.

Ciascuna singolarmente e ancor più se considerate nell'insieme, queste caratteristiche dimostrano perché gli AGV robot siano un potente strumento di produttività, efficienza e risparmio. Un solo veicolo a guida autonoma può svolgere in minor tempo il lavoro di una o più persone. La programmazione consente di definire con precisione i tragitti e le azioni che il robot deve svolgere, ma indubbiamente i vantaggi degli AGV vengono massimizzati in caso di impiego nei processi di magazzino ripetitivi e/o su larga scala.

Il futuro della collaborazione uomo-robot

Diciamo addio ai magazzinieri, allora? Non esattamente. I robot possono migliorare e trasformare i processi di intralogistica, nonché i modelli di costo e di produttività. Ma non devono essere un terremoto distruttivo. La loro è una tecnologia scalabile: si può cominciare con uno o pochi esemplari, per poi allargare la flotta nel momento più opportuno. Inoltre, essendo gli AGV robot sostanzialmente degli “esecutori”, saranno loro a doversi adattare ai flussi di lavoro esistenti, e non viceversa. Il personale di magazzino non dovrà scomparire, ma potrà dedicarsi ad attività a maggior valore aggiunto: attività di supervisione, gestione, programmazione, manutenzione, controllo delle spedizioni (aumentando così la precisione delle operations e la correttezza delle consegne).

Sgravati dal lavoro pesante, i collaboratori possono riservare più tempo ed energie fresche a compiti di responsabilità. Dunque è corretto parlare di “riduzione dell'intervento umano” ma non soltanto dal punto di vista puramente numerico: più il magazzino è automatizzato e gestito dai software, e più i suoi processi si incastrano uno nell'altro senza dover chiamare in causa una persona a risolvere problemi, a fare manutenzione, a spostare oggetti o ad assegnare incarichi ai collaboratori. Si riduce l'intervento umano perché si riducono i problemi.

Nell'industria 4.0, dunque, robot e persone possono convivere spartendosi compiti e responsabilità. Ma è indubbio, in ogni caso, che un magazzino 4.0 comporti una minore necessità di assumere nuovo personale, dato che se il carico aumenta è possibile assegnare più ore di lavoro a un AGV o aggiungere esemplari alla flotta. Nel tempo, l'investimento compiuto nell'acquisto delle macchine si ammortizza grazie al taglio dei costi di personale a carico dell'azienda, senza contare gli incrementi di produttività e di efficienza ottenibili. Insomma, gli AGV non devono fare paura: possono entrare nei magazzini senza portare confusione né minacciare le dinamiche esistenti, producendo anzi numerosi benefici. In questo articolo ci siamo concentrati su un aspetto - la riduzione dell'intervento umano - ma ti parliamo nel dettaglio anche degli altri vantaggi nel nostro eBook "Forklift VS carrelli AGV: cosa è meglio per il magazzino?"

 

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